DOMENICA 23.01.22 13.30
PIJI & EMMET RAY - DJANGO REINHARDT ANNIVERSARY BRUNCH "STORIA E MUSICA"
PIJI  VOCE-CHITARRA
AUGUSTO CRENI  CHITARRA
FRANCESCO SAVERIO CAPO  CONTRABBASSO

Il Cotton Club dedica il week end dell'anniversario della nascita del padre del Jazz manouche.

IL FULMINE A TRE DITA - GIPSY MINI FEST è una tre giorni dedicata al grande Django Reinhardt ed al Jazz Manouche. Un tuffo nella Parigi degli anni '30 e la storia particolare di un chitarrista Gitano che perde 3 dita nell'incendio della roulotte di famiglia ma grazie al suo talento, al suo gusto musicale ed alla sua tenacia diventa uno dei più grandi chitarristi della storia ed inventa un genere musicale, il Jazz Manouche o Gipsy Jazz.

La nuovissima orchestra jazz-manouche ideata da Piji in omaggio al personaggio inventato da Woody Allen ed interpretato da Sean Penn nel film “Accordi & Disaccordi”. Repertorio esclusivamente “manouche” e prevalentemente Django Reinhardt con qualche fuoriuscita cantata. L’orchestra è la reunion dei principali esponenti romani del genere. 8 musicisti uniti dalla musica di Django e di Emmet Ray. Ideale per palchi con pubblico seduto o con pubblico danzante specializzato in swing (Lindy Hop e Balboa).

Personaggio immaginario interpretato dal grande Sean Penn per il film di Woody Allen "Sweet and Lowdown” (Accordi e Disaccordi), Emmet Ray è "il" musicista manouche per antonomasia. Nottambulo e poetico, con la chitarra sempre in mano, una sigaretta o un whisky nell'altra ed una vera e propria venerazione per Django Reinhardt, colui che inventò il genere "jazz manouche" nella Parigi degli anni Trenta. Ed è nel nome di Emmet Ray e quindi di fatto nel nome di Django che nasce una nuova orchestra di 8 musicisti in grado di spaziare dai tradizionali standars del genere fino alla musica italiana più attuale.

Da un’idea del cantautore swing Piji, per la prima volta alcuni tra i migliori artisti jazz manouche della capitale si uniscono in un grande progetto corale nato dalle diverse esperienze: un’orchestra di 8 elementi (2 contrabbassi, 5 chitarre, un clarinetto e una voce) da ascoltare con attenzione o da ballare sfrenatamente con swing, che saprà stupirvi con un ricco cocktail di colori e repertori diversi, con raffinatezza e allegria, con virtuosismo e passione, regalando a chi ascolta un entusiasmo davvero contagioso.

"Perché Emmet Ray? Perché è molto interessante. Per me Emmet Ray è un personaggio affascinante. Ero un suo grande fan quando ero più giovane, lo trovavo assolutamente eccezionale come chitarrista. Ed era buffo, cioè, ecco non so, forse buffo è sbagliato, diciamo che era patetico, era iperbolico, era, non so, era volgare, molto sgradevole". [Woody Allen]

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